giovedì 5 febbraio 2015

impariamo a leggere le ETICHETTE

IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE

saper leggere le ETICHETTE è un azione fondamentale per imparare a conoscere quello che stiamo acquistando e mangiando 
Purtroppo però, allo stato attuale, molto spesso quello che l’etichetta ci dice non è quello che avremmo bisogno di sapere: o è scarna e generica, o è evasiva e accattivante, come una pubblicità. 
Il mondo dell’industria alimentare tende a fornirci informazioni generiche e non essenziali, sorvolando su molti passaggi della produzione. 
Bisogna, quindi, farci più furbi del mercato, imparando a decifrare il linguaggio delle etichette. 
Cosa vogliamo sapere da un’etichetta?
Ciò che ci interessa maggiormente sapere sono gli INGREDIENTI. Ma mentre alcuni sono chiari, altri possono essere ambigui. 
La famigerata voce “AROMI NATURALI”, per esempio, è generica, non specifica gli ingredienti che danno sapore al prodotto e comprende anche prodotti estratti da materie prime vegetali e animali con solventi, enzimi, ecc. 
Un’altra indicazione importante, ma troppo spesso vaga, è quella che precisa la PROVENIENZA delle materie prime. 
La PASTA, per esempio, prodotto italiano per antonomasia, nella maggioranza dei casi è effettivamente prodotta e confezionata in Italia, ma spesso utilizzando grano che arriva dall’Australia o dal Canada. Saperlo sarebbe un’indicazione utile, ma le aziende produttrici optano per un comodo e rassicurante “prodotto in Italia”, che in realtà non ci dice nulla sulla provenienza del grano. 
Altre indicazioni utili sarebbero l’utilizzo di TRATTAMENTI PARTICOLARI (irradiazioni, raffinazione, ecc.) o informazioni dettagliate sull’intera filiera produttiva (come la presenza di OGM nei mangimi animali): sono dati che dovrebbero essere a disposizione al momento dell’acquisto, ma che purtroppo raramente fanno capolino tra i vari strilli commerciali.

L’etichetta è tanto più ricca e dettagliata quando riguarda il prodotto di una filiera virtuosa. Non è un caso infatti che le etichette dei prodotti certificati, dal biologico al biodinamico, dal fair trade ai Presìdi Slow Food, raccontino meglio le storie che stanno dietro i cibi che acquistiamo.
Slow Food ha proposto un nuovo tipo di etichetta, più completa e trasparente, in cui alle informazioni basilari, riportate in maniera chiara, si unisce il racconto del prodotto: dalla storia che lo rende unico, al contesto in cui nasce, alla sua impronta ecologica. 
Unire informazione e narrazione rende l’etichetta uno strumento prezioso, addirittura “rivoluzionario”, perché è in grado di orientare non solo i consumi individuali, ma le scelte produttive generali. 

Leggete sempre le etichette prima di acquistare un prodotto! se tra gli ingredienti ci sono troppi prodotti che non conoscete allora cambiate prodotto e sceglietene uno con pochi ingredienti, ma di buona qualità.
cercate di informarvi sull'etica delle aziende produttrici, se rispettano i diritti umani e producono cibi di qualità.
cercate di non acquistare prodotti provenienti da multinazionali o con ingredienti provenienti da paesi stranieri. 
prediligete i nostri agricoltori, diamo una spinta alla crisi economica investendo nel cibo del nostro Paese, ci guadagneremo tutti, compreso l'ambiente!
un esempio di etichetta:


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